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La Teologia del Servizio di Bethania , Isola di Siracusa

 

Nella Liturgia delle Ore o Ufficio Divino, comunemente chiamato Breviario, preghiera fondamentale della Chiesa, volta a "santificare tutto il corso del giorno e della notte" (Sacrosantum Concilium n.84) in particolare nelle Lodi Mattutine della Domenica della 1.a Settimana del Salterio (pag.672 nel 3° volume del Tempo ordinario) troviamo le coordinate spirituali del Santuario di Bethania e, all'interno di queste, la traccia di una specifica prerogativa di questo luogo per il futuro della Chiesa.
Nel Salmo 62 (L'anima assetata del Signore - dopo la 1.a antifona) viene rappresentata la necessità di ogni fedele di attingere "acqua viva" nel Signore, per dissetare la propria anima, l'uomo che cerca il Santuario per stabilire un rapporto più intimo e profondo con il Signore, lontano dal frastuono della città e dalle distrazioni che non aiutano a questo contatto intimo con Gesù; infatti nel libro "A Bethania in Preghiera" leggiamo testualmente a pag. 17 "Andare a Bethania significherà individualmente e comunitariamente isolarsidistaccarsi dalle cose e dalla massa, principio indiscusso di sanità mentale" e ancora "Significherà andarsi a caricare dell'energia dell'Amore e della Luce di Dio, per diventare e restare Amore e Luce per i fratelli".

Nel Cantico (Daniele 3, 58-88.56) "Ogni creatura lodi il Signore" (dopo la 2.a antifona) che i tre giovani, Sadràch, Mesàch e Abdènego, intonarono ad una voce sola lodando, glorificando e benedicendo Dio per essere stati salvati nella fornace ardente, il canto di lode e benedizione viene rivolto a Dio e a tutte le cose da Lui create, dagli elementi della natura, ai fenomeni atmosferici, alle creature animali e umane, e in ciò scopriamo un ulteriore specifico del Santuario di Bethania: l'inserimento in un contesto totalmente naturalistico che, per la sua conformazione ambientale, il suo affacciarsi sui cinque continenti, sembra intonare una perenne lode e rendimento di grazie al Signore per la bontà e le meraviglie delle Sue opere, liberate con Cristo e in Cristo dalla caducità della morte alla Resurrezione eterna in comunione con Lui, così da sentire in modo percettibile Bethania come il "Paese della Resurrezione dell'Uomo e della prova della Messianità e della Divinità di Cristo" (A Bethania in Preghiera - pag.15).
Nel Salmo 149 (Festa degli amici di Dio - dopo la 3.a antifona) la lode e le benedizioni che abbiamo visto poco prima vengono a ragione esaltate e magnificate attraverso i canti, i suoni e la musica che i fedeli elevano al Signore con ogni mezzo e in mille modi, dove assume un ruolo prorompente l'azione della Chorale Comunità dell'Alleanza di Bethania, al suo 10° anno di vita, una entità indefinibile con termini secolari, in quanto non nasce da nessun genere di programmazione, da nessuna associazione civile e mutualistica, da nessun preconfezionamento di gruppo come solitamente avviene in molti ambiti della vita civile e, non di meno, religiosa, ma da una collettività di fervorosi cittadini frequentatori di Bethania che, mettendo a disposizione la loro voce e , taluni, le loro capacità musicali, lodono e inneggiano a Dio, "cantando al Signore un canto nuovo", nuovo non perché non conosciuto prima ma in quanto eseguito con un rinnovato e sempre gioioso spirito di ringraziamento al Signore che è venuto, che viene e che verrà, animando tutte le occasioni più significative della vita liturgica nella chiesa territoriale.
E' importante ora soffermare la nostra attenzione in modo più particolare al Cantico di Daniele 3 , di cui abbiamo accennato; attraverso una attenta lettura dei versetti possiamo notare come l'esortazione alla benedizione viene rivolta dagli autori a tutti gli elementi del creato operando un accostamento analogico di tutti questi elementi all'interno di ogni strofa. Così possiamo notare come le "Opere" sono accostati agli "Angeli" e ai "Cieli"(1.a strofa); la "Volta celeste (acque sopra i cieli)" agli astri come il "sole, la luna e le stelle del cielo" (2.a strofa); elementi atmosferici come "piogge e rugiade, venti tutti, fuoco e calore, freddo e caldo" nella 3.a strofa; nella 4.a strofa troviamo la "rugiata e la brina" accostata al "gelo e al freddo" e "ghiacci e nevi", situazioni naturali che sono determinati nel naturale cambiamento di temperatura tra "notti e giorni"; gli elementi della terra e vegetali come "monti e colline, creature che germinano sulla terra, sorgenti, mari e fiumi" vengono accostati tra di loro nella 6.a strofa; tutto il mondo degli animali (incluso l'uomo nella sua natura) viene accostato nella 7.a strofa; ma è nell'ottava strofa che scopriamo un accostamento veramente esemplare dal quale potrà partire tutta la Chiesa per riproporre una nuova e pregnante teologia nel nuovo millennio: la "teologia del servizio".
Nell'ottava strofa Israele viene accostato ai "sacerdoti del Signore" e insieme sono considerati i "servi del Signore"Israele cioè è "modello di servizio", i sacerdoti sono "modello di servizio" di quel " "prototipo di servizio" che è Gesù Cristo stesso, venuto per "servire e non per essere servito".

La "teologia del servizio", che trova così la sua naturale collocazione e promanazione, e ispirazione a Bethania e da Bethania, (Opera nata dalla realizzazione di quanto Gesù ha richiesto alla Venerabile Suor Santina Scribano del Sacro Cuore, che è vissuta nel "nascondimento del servizio", immolandosi per la santificazione dei sacerdoti"modelli di servizio"), rappresenta di per sé quella magnifica e particolare occasione in cui finalmente Israele, il popolo ebreo e i cristiani, soprattutto i cattolici, potranno riconoscersi nella piena comunione con Gesù Cristo"fondante modello di servizio" per la salvezza dell'umanità intera.
Specifico in particolare con i cattolici perché il primato nei confronti delle altre confessioni cristiane sta proprio nel concetto di "servizio"; come il Papa è "primo" nel servizio in quanto chiamato ad evangelizzare e a servire la Chiesa a livello universale (e firma i suoi scritti come "servo dei servi di Dio"), così lo è il Vescovo nella sua diocesi (primo nel servizio alle sue comunità parrocchiali) e così lo è il sacerdote nella sua parrocchia (insuperabile nel servizio al prossimo e ai fedeli nella comunità a lui assegnata); così si manifesta ogni piccolo "primato nel servizio" su ogni cristiano cattolico, in base alla specifica chiamata del Signore e in forza del suo sacerdozio regale ottenuto già con il battesimo e nella comunità in cui vive e opera (sia esso genitore, catechista, diacono, religioso, ecc.).
Il popolo ebraico, tutto Israele, come "modello di servizio", destinato così ad entrare in simbiosi con i cristiani nella comune missione salvifica a livello universale, è un aspetto che ancora oggi non è del tutto accettato non solo da altre confessioni religiose ma anche dai cattolici stessi, oltre che da talune comunità ebraiche.
A tal proposito mi sembra quanto mai pertinente la dichiarazione fatte dal Rabbino Jacob Neusner, tra i massimi esperti delle Sacre Scritture ebree (di cui parla il Santo Padre Benedetto XVI a pag.129 del suo saggio "Gesù di Nazareth") in un articolo apparso sul quotidiano "Il Foglio" del 16 maggio 2007 :" Il giudaismo porta un messaggio per tutta l'umanità e apre la porta alla conversione…..alla sua teologia da parte di tutta l'umanità. Il giudaismo….non è una religione etnica o nazionalistica ma una religione che si comprende attraverso la figura di Israele come popolo di Dio" pertanto "uno stato di Israele che incarna un'aspirazione soprannaturale di tutta l'umanità, non limitata ad un particolare gruppo etnico".
In sostanza Israele è il popolo inserito nel piano salvifico di Dio come "modello di servizio" per l'umanità intera, senza alcuna pretesa di natura etnica o nazionalistica, ma oggettivamente privilegiato e tutelato come i credenti in Gesù Cristo (venuto per fare non la Sua volontà ma la volontà del Padre che l'ha mandato, in comunione con lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio), e in quanto accomunati in un unico comune denominatore: essere "modelli di servizio".
Tra le tante belle pagine e appunti delle lezioni di Sacra Scrittura tenute dal Caro Mons. Vincenzo Migliorisi, fondatore dell'Istituto di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa, chiamato alla Casa del Padre improvvisamente il 22 Settembre del 2002, ci ritorna sempre in mente una sua frase che, pur essendo composta da appena 5 parole, sembra essere il suo vero testamento spirituale: "Nella-Chiesa-Tutto-E'-Servizio"; questa consapevolezza è tanto semplice e scontata quanto significativa e ricca di messaggi ancora tutti da sviluppare, se si pensa che oggi per molti credenti, praticanti e consacrati è difficile da masticare e da digerire.